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VIVERE AL MEGLIO LA MENOPAUSA. OGGI SI PUÒ CON LA “PILLOLA ROSA”.

Conosco Francesca da molti anni. È stata una delle prime pazienti a fidarsi dei consigli di un giovane (aspirante) ginecologo ancora in corso di specializzazione. Si è affidata inizialmente per i soliti problemi correlati al ciclo mestruale ballerino, poi si è fatta seguire due gravidanza (i pargoli frequentano l’università attualmente), la contraccezione, e adesso pare non stia vivendo al meglio la sua menopausa, iniziata a manifestarsi da qualche anno con i tipici flussi mestruali irregolari, improvvise vampate ed inspiegabili cambiamenti d’umore. Da oltre un anno il ciclo non si è più manifestato, quindi possiamo definire la menopausa conclamata.

Il motivo per cui questa volta chiede il mio aiuto è presto detto: “Dottore, io non riesco più a stare con mio marito come in passato. Ogni volta che proviamo ad avere un rapporto è una tragedia. Provo un bruciore insopportabile. Ormai anche il solo pensiero di riprovarci mi terrorizza”. “Avete provato a utilizzare qualche prodotto lubrificante?” – chiedo-. “Sì, all’inizio sembrava andasse meglio, ma le ultime volte non è servito a niente perché io continuavo a sentire dolore, nonostante applicassi quel gel suggeritomi dalla mia amica farmacista. Devo dire che anche il desiderio è diminuito notevolmente. Credo che di questo passo Tony presto si troverà un’altra…..!”. Ride pronunciando queste parole, ma non posso fare a meno di cogliere una sfumatura amara in quel riso; perché si, in fondo, un filo di rassegnazione traspare da un’involontaria smorfia sul suo viso. “Vogliamo controllare? – le chiedo, indicandole il lettino ginecologico.

Completata la visita, Francesca chiede quale sia la mia diagnosi. “Atrofia vulvo-vaginale, – rispondo – una condizione molto frequente nelle donne in menopausa”. “Ma è grave?”. “Non grave, ma fastidiosa – ribatto – perché se non trattata riduce sensibilmente la qualità della vita”. “Ma da cosa è causata?”. “Dalla carenza di estrogeni, cioè gli ormoni femminili che venivano prodotti dalle ovaie in gran quantità e che adesso sono a livelli bassissimi. Ciò comporta un progressivo assottigliamento delle pareti della vagina, che diventano quindi più fragili e meno lubrificate: irritazione, bruciore, prurito, dolore durante i rapporti sessuali sono le conseguenze di questa carenza. L’atrofia vulvo-vaginale è una patologia cronica che tende a peggiorare col tempo. Almeno una donna su due se ne lamenta dopo la menopausa”. In effetti, parliamo di circa 7 milioni di donne soltanto in Italia.

Fino a pochi anni fa si è parlato sempre e solo d’invecchiamento sessuale maschile. Poi, con la scoperta e la produzione di pillole a base di sildenafil (come il Viagra, la “pillola blu”) o suoi derivati, la disfunzione sessuale maschile ne ha tratto giovamento; quindi si è puntato a risolvere le problematiche femminili che nel frattempo hanno assunto un ruolo “paritario” rispetto a quelle maschili. La classica terapia ormonale sostitutiva (a base di estroprogestinici orali e creme estrogeniche vaginali) è stata proposta per diversi anni, ma in Italia è sempre stata poco accettata dalle donne, soprattutto per la paura degli effetti collaterali pericolosi per il seno e per la scomodità delle applicazioni vaginali.

La vera rivoluzione è recentemente arrivata con una molecola dal nome strano: ospemifene. Questa molecola, destinata a fare storia nelle terapie femminili, è un nuovo modulatore selettivo del recettore degli estrogeni (SERM). Pur non essendo un ormone, agisce in modo simile ad alcuni effetti benefici degli estrogeni e aiuta a migliorare i sintomi e le cause dell’atrofia vulvo-vaginale, come la secchezza e la dispareunia (rapporti sessuali dolorosi). La pillola di ospemifene (la “pillola rosa”) si assume quotidianamente e migliora drasticamente la qualità della vita sessuale femminile già nel primo mese di terapia, poiché stimola i recettori estrogenici dei tessuti vaginali aumentandone il trofismo (stato di nutrizione) e la lubrificazione. L’effetto completo si ottiene dopo 3 mesi di trattamento, che può essere continuato per un anno e più. Può essere usato nelle donne con tumore al seno che abbiano completato le cure ormonali, in quelle che hanno timore degli ormoni o che non amano le terapie locali. In Italia il farmaco è in fascia C (non mutuabile) e richiede ricetta medica non ripetibile. Una confezione mensile (28 compresse) costa 40€.

Francesca sembra aver compreso tutta la mia spiegazione e ansiosa di iniziare al più presto. Un barlume di speranza traspare dai suoi occhi e da un sospiro di sollievo che tira prima di alzarsi per stringermi la mano. Lei, a differenza di tante altre donne, ha scelto di parlarne. Molte s’imbarazzano, minimizzano, tendono a portarsi dentro questo disagio che pian piano logora i rapporti di coppia. La vera novità è che coloro che hanno risolto, quando si trovano insieme alle amiche, ne parlano eccome! Ospemifene. Imparerete presto a parlarne anche voi!

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